LA NOMENCLATURA DELLE NEPENTHES DA GARDEN CENTER

Questa NON è una guida per identificare la pianta che avete appena comprato.
Si parla di noiose regole di nomenclatura, siete ancora in tempo per lasciar perdere.

Sono ancora ben pochi coloro che hanno avuto risultati così buoni con le Nepenthes - e hanno così tanto spazio da usare - da aver finalmente deciso di ordinare piante all'estero. Sono invece moltissimi coloro che hanno comprato una Nepenthes in un vivaio, garden center o negozio generico qui in Italia. Eccola, è nelle tue mani, hai guardato il cartellino, se non c'era hai chiesto su facebook, e adesso sai per certo come chiamare la tua pianta. Se però volessimo andare a guardare il pelo nell'uovo, è probabile che ti stia sbagliando e che dovrai passare il resto della vita nell'incertezza. Finchè si parla di "Nepenthes da garden".

Cominciamo dando una bella falciata e tirando fuori dal mucchio le piante che non hanno un nome latino. Si parla di N. "Miranda", N. "Rebecca Soper", N. "Black Beauty", N. "Gaya", N. "Linda", N. "Bloody Mary", N. "Luisa", N. "Mojito", anni fa di N. "Gentle" e N. "Velvet", e chi più ne ha più ne metta. L'idea era di dare a queste piante dei nomi da cultivar. Cos'è una cultivar? Diciamo che fai crescere 100 piante da seme e una volta grandi ne selezioni una o più perchè hanno un aspetto particolare, o diciamo che in qualunque altro modo ti capita fra le mani una pianta che ha un aspetto particolare. Puoi registrarla come cultivar: fai una foto, scrivi una descrizione, ti assicuri che un buon numero di cloni della tua pianta siano in circolazione o stiano per circolare (le cultivar si propagano SOLO con moltiplicazione vegetativa, cioè per talea o propagazione meristematica, non per seme; inoltre, non è bello pubblicare una cultivar di cui esistono solo cinque o sei esemplari, perchè spariranno in fretta e addio cultivar), la pubblichi sul tuo giornale preferito e avverti la International Carnivorous Plant Society (ICPS) del nuovo arrivo. Questo perchè la ICPS è l'autorità internazionale selezionata da un'altra autorità internazionale (International Society for Horticultural Science) per la registrazione delle cultivar di piante carnivore. Dopo questa trafila, sei libero di chiamare la tua cultivar col suo nome da cultivar. Se hai scelto Princess, sarà N. 'Princess'. Anche se è un ibrido, non c'è bisogno di scrivere N. x 'Princess'. Nota bene: il nome della cultivar è racchiuso tra virgolette singole, non doppie.

Purtroppo il mercato non perde tempo con le trafile. Un vivaista ha per le mani piante vendibili, magari 100 ottenute da seme, magari ottenute incrociando specie del cui nome non è sicuro, magari decide di farne propagare una meristematicamente da centri specializzati per ottenerne diecimila, prende tutto il lotto, non si pone minimamente il dubbio di un'eventuale registrazione, si rende conto che non può vendere le piante come N. hirsuta x ? x "Miranda", sceglie un bel nome, tipo Crystal, e vende le piante col cartellino N. 'Crystal'. Vendite assicurate. E' però bene rendersi conto che, nonostante Crystal sia un nome da cultivar, quella pianta non è una cultivar. E' un lotto di origine spesso incerta a cui è stato dato un soprannome. Così noialtri che spacchiamo il capello in quattro vogliamo essere sicuri che la gente sappia che la pianta in questione non può godere del beneficio delle virgolette singole, e dovrà invece accontentarsi delle volgari virgolette doppie tipiche dei soprannomi. Ecco spiegato perchè nell'elenco sopra c'è una sequela di doppie virgolette. Nessuno di quei celebri nomi è mai stato registrato come si deve. Qualcuno c'è andato vicino, ma non è arrivato al termine della trafila. Magari mancava la descrizione, magari mancava la foto, ma tant'è. Forse alcuni di quei nomi un giorno saranno registrati. Per saperlo in qualunque momento, basta andare sul Carnivorous Plant Database (http://www.omnisterra.com/bot/cp_home.cgi). Se ad esempio scriviamo nello spazio bianco "miranda", ecco cosa esce:

 N: $[Nepenthes ' Miranda ' {Deroose}]
    P: in sched. (2003)
    S: =?[[Nepenthes maxima {Reinw. ex Nees}] * [Nepenthes veitchii {Hook.f.}]]
    B: Deroose, BE, before 2003
    C: ?later synonym of [Nepenthes tiveyi {Hort.Veitch ex Mast.}]
    HC: name not established (no description, violating Art.24.1., ICNCP)

Pensavi che fosse N. x mixta x maxima? Pure io. Magari si sbaglia chi ha scritto il database. O forse come sempre il casino è a monte. Può darsi - sempre colpa del mercato - che lo stesso soprannome sia stato dato a due lotti diversi. Il vivaista aveva mille N. maxima x veitchii, le ha vendute come N. "Miranda" e ha funzionato. Finite quelle, ha incrociato la sua N. x mixta con una N. maxima e ha venduto seedling e cloni come N. "Miranda". Stesso successo. Poi gli sono rimaste solo N. x mixta e le ha vendute come N. "Miranda". Stesso successo. Comunque, l'ultima riga ci dice in burocratese che tanto quello è solo un soprannome.
I lotti più recenti (N. "Bloody Mary", N. "Gaya"...) hanno origini più chiare e quasi sicuramente sono propagati solo meristematicamente, ma resta il problema della registrazione. Nessuna di queste piante è una cultivar. Per ogni dubbio comunque rimando di nuovo al database.

Questa falciata già ci leva di mezzo una buona porzione di quello che c'è sul mercato nostrano, una massa di soprannomi.   

Passiamo ai nomi latini. La pianta che da una ventina d'anni si trova più spesso sul mercato mondiale è la N. x ventrata. Sul finire degli anni '90 cominciò ad essere molto diffusa, e il cartellino diceva e dice sempre N. alata. Fortunatamente anche il secondo libro di Adrian Slack cominciava ad essere diffuso nelle mani degli appassionati, e in quel libro c'era la descrizione della N. x ventrata, ibrido fra N. ventricosa e N. alata. A chi quel libro lo leggeva e rileggeva quasi tutti i giorni non poteva sfuggire il fatto che la descrizione della N. x ventrata andasse a fagiuolo per la pianta venduta come N. alata, per la quale invece non andava per niente a fagiuolo la descrizione delle piante già comuni in molte collezioni all'estero e riconosciute come forme della vera N. alata. Ricordo ancora che ad uno dei primi meeting AIPC dissi a Furio Ersetti: "Hai presente 'sta pianta che vendono dappertutto come N. alata? Mi sa che è...", e lui completò: "Sì, N. x ventrata, anche secondo me, ho letto anch'io la descrizione sullo Slack". I vent'anni successivi trascorsero cercando di far passare la voce per la penisola. Anche all'estero tutti hanno passato le stesse fasi e lo stesso passaparola. Se non fosse che, se non fosse che. Negli anni 2010 il tassonomo Martin Cheek lavora su quello che è noto ai più come N. alata complex. Per i pochi non avvezzi al termine "complex", la parola si usa con gruppi di specie molto affini, spesso descritte come nuove, sinonimizzate, poi riabilitate, separate dove prima erano unite etc, tutti problemi derivanti dal fatto di essere simili e quindi causa di confusione. Col lavoro di Cheek, quella che era considerata una specie molto variabile, N. alata, viene spezzettata in una moltitudine di specie (se il lavoro è corretto o meno lo decideranno i posteri). In coltivazione c'è da decenni una pianta glabra dagli ascidi allungati e rosa che tutti pensavano essere una forma di N. alata, proprio la pianta incrociata con N. ventricosa per creare quella che chiamiamo N. x ventrata. Ecco, Cheek ci dice che quella "N. alata" dovrebbe in realtà chiamarsi N. graciliflora. Poco male, è chiaro che quella nei negozi è N. graciliflora x ventricosa. Ma c'è di più. Uno spera che almeno il nome N. x ventrata dia qualche certezza, e invece il database è chiaro:

N: ~[Nepenthes ventrata {Hort. ex Fleming}]
    P: Carniv.Pl.Newslett.8:12 (1979)
    S: =[[Nepenthes ventricosa {Blanco}] * [Nepenthes alata {Blanco}]] Phil.
    C: nom.nud., priority for parentage

Quel nom.nud. vuol dire che il nome è stato proposto, usato, è anche apparso sulla carta stampata, ma l'ibrido non è mai stato ufficialmente pubblicato seguendo la corretta trafila. In poche parole, usiamo ancora quel nome per comodità ma non c'è altra ragione al mondo per farlo. E' un soprannome per un ibrido che forse non è neanche mai esistito in coltivazione.

Sbrighiamo altri nomi celebri:

N. x mixta: ibrido pubblicato ufficialmente con tutti i crismi, N. maxima x northiana.
N. x hookeriana: come sopra, N. ampullaria x rafflesiana. Ci sono però problemi con la legittimità del nome, vedi cp database.
N. x coccinea: sarebbe N. ampullaria x mirabilis x rafflesiana, ma lo stesso ibrido era già stato pubblicato come N. x stewartii, che quindi è il nome da usare.

Tra l'altro la povera N. 
ampullaria x mirabilis x rafflesiana è un ottimo esempio di quello che c'è dietro a questi nomi. Questo ibrido, tra nomi latini e nomi da cultivar, ci è stato rifilato con TRENTUNO nomi diversi. "Ma le piante sono diverse". E ci credo. Se nel 2020 incrocio le MIE N. ampullaria, N. mirabilis e N. rafflesiana ottengo 500 individui diversi che somigliano in percentuali diverse ai tre parenti. Se ripeto l'incrocio nel 2021 ottengo 500 individui diversi tra loro e diversi da quelli del 2020. Se tu incroci le TUE N. ampullaria, N. mirabilis e N. rafflesiana ottieni individui diversi dai miei e così via. Vogliamo attaccarci a questo o vogliamo ammettere che nell'ottocento nelle serre avevano quasi solo quelle tre specie e ci han dato dentro con quel che avevano?

Altri esempi scelti:
N. ampullaria x gracilis x khasiana x rafflesiana: 8 nomi
N. ampullaria x hirsuta x rafflesiana: 14 nomi
N. ampullaria x rafflesiana: 16 nomi
N. maxima x northiana: 35 nomi
N. maxima x northiana x rafflesiana x veitchii: 11 nomi
N. maxima x northiana x veitchii: 12 nomi
Si arriva ad un totale di 127 nomi per 7 ibridi.

Oltre ai cultivar e agli ibridi con nomi latini, c'è stato anche un grex registry, proposto e usato principalmente dal vivaio Leilani. Quando incrocio personalmente due piante, la manciata di semi/seedling che ne ricavo è un grex. Piuttosto che registrare un solo individuo e i suoi cloni come cultivar, registro l'intera progenie di due individui specifici. Su un forum ho trovato il commento di un altro vivaio famoso per il suo lavoro con gli ibridi di Nepenthes, Sunbelle Exotics, commento che riassume la complessità di un passato oscuro:

Non c'è un grex registry ufficiale per le Nepenthes. Le orchidee sono le sole ad avere un grex registry ufficiale. Come per le rose, anche con le Nepenthes "si suppone" che si debba usare il sistema cultivar. Vivai diversi hanno usato metodologie diverse coi nomi nel corso degli anni (...). I giapponesi usano un sistema completamente diverso. Cento anni fa i coltivatori vittoriani usavano una combinazione tra il sistema cultivar e il sistema grex (...). (Il sistema grex) non è usato da tutti. Anche se abbiamo supportato molto il sistema grex durante la discussione, abbiamo buoni motivi di ritenere che il sistema cultivar vada bene com'è (...). Non usiamo il grex registry per molte ragioni di ordine pratico.

***

Fatemi tirare le conclusioni. Conclusioni di pancia, niente di scritto nella roccia. Le Nepenthes sono entrate in coltivazione cronologicamente e psicologicamente accoppiate con le orchidee. Una schiera di vivaisti fin dall'epoca vittoriana ha cercato di sottoporle allo stesso trattamento, appioppando nomi latini e nomi da cultivar a chilate di ibridi, sperando che un ascidio più screziato o più rosso potesse essere visto come un'unicità di quell'ibrido o di quella cultivar. Pensando al commercio o spinti da orgoglio personale e senza porsi problemi più solidi come "cosa sto incrociando?", "quest'ibrido è stato già pubblicato con altri nomi?", "dovrei pubblicare il mio ibrido o cultivar in modo ufficiale?". Nel corso dei decenni però nessuna unicità di ascidi ha attecchito nella mente dei coltivatori, il genere è troppo variabile, e quel che è rimasto è solo una gran confusione. Quella di dare un nome latino agli ibridi è stata una lunga moda che fortunatamente sta passando. Appena uno sente un nome latino come N. x hookeriana si sente obbligato da forze superiori (e si sente anche molto esperto) a chiamare N. ampullaria x rafflesiana così, e invece non è 
obbligatorio per niente. Secondo me ci potremmo lasciare alle spalle il 99% dei problemi sopra elencati se chiamassimo ibridi e cultivar di Nepenthes (e solo di Nepenthes, con gli altri generi carnivori è tutt'altra storia) col nome esteso. Non è una mia pazziata eh, in molti già lo fanno, è solo per farvi notare che questa alternativa c'è. Inoltre, nota bene:
N. ampullaria x rafflesiana = N. x hookeriana
N. (ampullaria x rafflesiana) x (ampullaria x rafflesiana) x rafflesiana x rafflesiana = N. x hookeriana
Non sarebbe ad esempio più facile scrivere N. ampullaria(2) x rafflesiana(4)?
E magari scrivere N. amp x raf come già spesso si fa (ok, facendo attenzione nel caso di gracilis, gracillima, graciliflora etc)?
E poi, certo i nomi N. x stewartii e N. x mixta sono brevi, ma un poveretto deve sapere tutti i nomi degli ibridi a memoria o deve andarli a controllare ogni volta che vuol sapere quali piante sono state incrociate nell'ibrido che ha davanti agli occhi.
Anche nel caso delle cultivar, lo so che i meno esperti potrebbero vedere la foto di un bellissimo ibrido, ad esempio tra N. albomarginata e N. ramispina, leggere il nome N. 'Lucie Wilde' (tanto per citare altre meraviglie) e pensare "la voglio!", come se quel clone fosse unico e mille volte più spettacolare di tutte le altre N. albomarginata x ramispina. Ma non fatevi rimbambire da una foto, è ovvio che se uno o entrambi i parenti dell'ibrido hanno ascidi neri (la N. ramispina ha sempre ascidi neri!), una buona metà o tutta la progenie avrà ascidi neri, che oltretutto potrebbero non essere prodotti nelle vostre condizioni perchè non c'è abbastanza luce o manca la giusta temperatura.

Come si fa se proprio davvero davvero un vivaio o un cliente vuole vendere o comprare un individuo o un clone specifico? Si fa come si è sempre fatto e come fanno Borneo Exotics e altri, i vivai hanno un codice per gli item che vendono, compri la tua N. albomarginata x ramispina BE123 e sul loro catalogo ci sarà scritto se la BE123 è un individuo singolo, un clone, che parenti ha etc. Senza tirare in ballo nomi nuovi e registrazioni.

P.S. Quando si elencano i parenti di un ibrido prodotto in coltivazione, il nome della specie che ha prodotto i semi viene per primo. Quando non si sa chi ha prodotto i semi (ad esempio nel caso di un ibrido naturale, che se lo trovi in mezzo alla foresta mica sai chi sono papà e mamma) i nomi vanno in ordine alfabetico. C'è chi giura che il risultato di N. ampullaria x rafflesiana sia diverso se quella che produce i semi è N. ampullaria piuttosto che N. rafflesiana. Siccome pure questa per me è una complicazione inutile, data la variabilità del genere, tanto più degli ibridi e tanto più delle centinaia di piante che si possono ottenere da una covata di semi, e dato che sono un anarchico ribelle insurrezionalista, qui sopra ho messo tutte le specie in ordine alfabetico.





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