I MIEI PRIMI QUINDICI ANNI

Scrivendo l'articolo sulla sabbia, mi sono accorto che sto dimenticando la mia vita prima del 2000. Non vorrei che quindici anni di ricordi carnivori (1985-2000) andassero perduti. Così ho deciso di organizzare il materiale dell'epoca. Per me più che altro.
Tutta la documentazione è stata rinvenuta in un galeone spagnolo.
La scarsità di foto in quegli anni ha un motivo: la prima macchina digitale mi è arrivata nel 2003. Prima di allora, per fare foto, bisognava avere la macchina analogica ed essere un fotografo, se no venivano una schifezza.
Uso la nomenclatura dell'epoca, anche quando sbagliata, per non creare confusione.
Un'altra considerazione: un milione di anni fa, c'erano popolazioni di ominidi che giravano il mondo, ognuno con la sua storia, ora per ora, giorno per giorno. Oggi, di quelle ore, giorni, anni, secoli e millenni di storie, ci restano un po' di denti, da cui dobbiamo dedurre. Allo stesso modo, per alcuni degli anni qua sotto, ho solo una foto o un ricordo. Non è che non abbia fatto niente con le carnivore per il resto dell'anno. Ogni giorno guardavo, analizzavo, pensavo, spostavo, ricercavo e pianificavo. Ma resta solo una foto, da cui devo dedurre. Se qualcuno vuole aiutare con materiale di riferimento (quando ho conosciuto, incontrato e coltivato cosa, chi, come, dove e perché), è il benvenuto.

1985-1987

Questa è un'epoca oscura. Non ho niente di scritto, solo ricordi a macchia di leopardo.
Le piante carnivore in commercio nei vivai sono prodotte dalla ditta olandese Cresco. Sono vendute in vasetti di terracotta riempiti con un composto marrone che include strani "semini", identificati in seguito come pule di riso. E' l'antica (e penso economica) versione di torba e perlite. Il 99% del mercato è Dionaea, già difficile a trovarsi, ma sappiamo che vengono prodotte anche D. capensis, S. purpurea e S. alata (la varietà aumenta col tempo). Un'altra opzione sono le aziende che vendono piante per corrispondenza: Intermail Flora e Stassen. I loro cataloghi hanno foto che fanno sbavare e includono Dionaea, Darlingtonia, S. purpurea e S. leucophylla. L'Intermail Flora spedisce vasetti di plastica incellofanati, il cui contenuto è nascosto da una foto della pianta che funge da coperchio. All'interno c'è un composto di sfagno puro e un rizoma con le foglie tagliate a zero. Il rizoma spesso è già morto. La Stassen spedisce essenzialmente le piante di Cresco, stesso vaso, stesso composto, stessa dimensione.
Le fonti d'informazione scritta sono poche e di bassa qualità. Per la maggior parte, libri di giardinaggio. Ogni mese vado in libreria col papà, guardo nell'indice se c'è qualche pianta carnivora, e se c'è compro il libro perché evidentemente è di qualità superiore. Quello che c'è scritto su questi libri a volte è valido e a volte è una barzelletta, ma sono cose che capirò molti anni dopo. Per il Marcello del 1985, sono tutte regole sacrosante perché sono stampate su carta. Alcuni di questi libri sono datati, e tra i composti consigliati compaiono la fibra di Osmunda, la terra di Erica e il carbone di legna. Non sto qui a spiegarvi di cosa si tratta, vi dico solo che sono materiali ereditati dall'epoca vittoriana. 
Quando cerco nei vivai la fibra di Osmunda e la terra di Erica, i proprietari mi chiedono di parlare italiano o mi dicono che la fibra di Osmunda è terminata ma hanno ancora veleno di rospo e sangue di vergine. Un'altra fonte d'informazione è costituita dalle riviste di giardinaggio, con articoli occasionali sulle carnivore. Ecco perché l'intero servizio dedicato su Gardenia 16 (agosto 1985) diventa una guida di primo piano. Un paio di vecchie foto da Gardenia, anche se forse non del numero 16: foto, foto. Una strana cosa di quell'articolo: diceva che queste piante non vanno nebulizzate, e allora mi guardo bene dal farlo. Penso che questa ennesima leggenda metropolitana derivasse dal fatto che nebulizzare fa chiudere le trappole delle dionee e lava via la colla delle drosere. Ma l'articolo non parlava di generi o motivi, quindi non nebulizzavo neanche le sarracenie. 
I primi tentativi sono tristi come le prime fonti d'informazione. Non ho certezze sull'ordine cronologico ma ci provo:
- dionee Intermail Flora, rizoma nudo. Non so come le ho coltivate. Mai prodotto trappole.
- S. leucophylla (e/o Darlingtonia?) Intermail Flora, rizoma nudo. Coltivata su calorifero davanti a finestra con tende esposta a sud, in soggiorno. Mai prodotto trappole.
- Dionaea comprata a Lugano, forse la prima con le foglie. Coltivata in zona 7 e zona 10.
- dionee Cresco e S. purpurea Stassen. Coltivate in zona 10.
- S. purpurea Stassen. Coltivata in boccia di vetro 
riempita per un terzo con mix Cresco, in soggiorno, a un metro da finestra con tende esposta a sud.
- S. alata Cresco trovata per miracolo al mercato rionale da mia madre. Coltivata su un ripiano al centro del soggiorno.
- dionee Cresco. Coltivate in terrario con una lampada al neon, in soggiorno e in zona 10.

1988

LUGLIO

E' un momento importante. Ricevo una laurea dall'avvocato Agnelli (foto). Il documento attesta che le coltivo da tre mesi, le ho fatte fiorire, le ho impollinate e ho ottenuto i semi. Si trattava di una Dionaea che avevo comprato quando lo stelo fiorale era già comparso. In fondo alla laurea, ci sono i tre cartellini delle piante Cresco coltivate fino a quel momento (foto): Dionaea, S. purpurea e S. alata. Le foto sui cartellini erano solo indicative, le piante in vendita erano molto peggio. Sul retro della laurea c'è la mia growlist scritta a macchina. Non c'è scritto quando è stata compilata, ma sicuramente anni dopo la laurea stessa, quindi viene discussa sotto.
A fine mese compio 13 anni.

NOVEMBRE

Dopo mesi di attesa, arrivano i libri ordinati alla Hoepli. Sono The Carnivorous Plants di F. E. Lloyd (1942) e Carnivorous Plants of the World di J. & P. Pietropaolo (1986). Ora si comincia a fare sul serio. Il libro di Lloyd non parla di coltivazione, solo di biologia. L'autore è fissato con le trappole di Utricularia. Alla fine del libro ci sono piccole immagini in bianco e nero che fisso per ore, studiandone ogni millimetro (foto, foto). Il libro di Pietropaolo mi dà i primi rudimenti di un certo spessore sulla coltivazione. Le foto sono riunite in una sezione a colori al centro del libro, il resto è solo testo e disegni. Credo di aver visto le foto di Heliamphora e Cephalotus per la prima volta sul libro di Lloyd, arrivato poco prima di quello di Pietropaolo. Fino a quel momento, avevo letto una descrizione dei due generi ma non avevo idea del loro aspetto. "Come facevi coi libri se non sapevi l'inglese?". Usavo il vocabolario.  

DICEMBRE

Spinto dall'entusiasmo e dal carico di nuove informazioni, inizio a scrivere il primo libro, che si basa sulla traduzione dei due libri migliori (foto). Il tomo è grosso, ma interrompo i lavori dopo le prime pagine, scrivere tutto a mano mi pesa troppo. Compilo una traduzione molto più lunga sul computer dell'epoca, la stampo, ma col nuovo millennio finisce nel cestino.
Mi scrive Giuseppe Misseri (Torino) (lettera). Aveva messo un annuncio su Gardenia per dire che gli era fiorita una D. capensis e che aveva semi da regalare (foto). Non avevo mai avuto una Drosera e gli avevo scritto di corsa. Purtroppo mi risponde che l'hanno contattato decine di persone e i semi sono finiti.
Mi arriva il libro di A. Slack,
Carnivorous Plants (1979). Sia le foto che le informazioni sulla coltivazione sono molto meglio degli altri due libri. Leggo e rileggo di continuo. Lo traduco al telefono con Giuseppe, gli registro anche un'audiocassetta, che spedisco ma che non arriverà mai.

1989

MAGGIO

Mi arriva il secondo libro di A. Slack, Insect-eating Plants and How to Grow Them (1986). Sulla coltivazione, sbaraglia la concorrenza, diventa la Bibbia carnivora mondiale. Lo leggo e ne ripeto i versi quasi a memoria.

LUGLIO

(mese e anno dedotti e incerti) Sono riconducibili a questo periodo due polaroid estive. Siamo in un bungalow (circa 44° 30.051'N, 12° 16.639'E), perché ovviamente mi portavo le piante al mare. Nella prima foto, oltre a vasi vuoti, vediamo una dionea e una S. purpurea su macumba. Quella dovrebbe essere la dionea storica, quella che è vissuta più di tutte, il celebre "praticello" (vedi settembre 1996 e luglio 1999). Nella seconda foto ci sono il libro di Lloyd e dei vasi senza piante (semi o rizomi?).
La macumba, anche chiamata xaxim, è un espediente commerciale (foto). Sono tronchi di felce arborea tagliati in forme decorative (palle e cilindri) e usati come supporto per piante esotiche. Il materiale è durevole, fibroso, assorbe bene l'acqua e ha un drenaggio perfetto. Le carnivore su macumba erano distribuite in Italia dal vivaio Zama di Faenza. Io andavo al mare a Ravenna, vicino a Faenza, e visitai Zama aspettandomi un vivaio di piante carnivore. Macché, bancali e bancali di palle con dentro una S. purpurea (verde). Con Giuseppe Misseri commentavamo i risultati ottenuti da Andrea Barbiso (Torino) con la macumba e pubblicati su Gardenia: foto. Oggi direi che Andrea aveva più che altro una buona esposizione, e grazie alla macumba non era incappato in composti ben peggiori.
Compio 14 anni.

SETTEMBRE

Giuseppe Misseri
mi fa gli auguri per i semi che aspetto dall'America e mi manda il listino di Marcel Lecoufle. Sottolineo D. binata, D. pulchella, S. flava, S. psittacina, S. purpurea e N. alata. Metto anche una X di fianco a D. rotundifolia, P. caudata, S. alata e S. minor. La famiglia Lecoufle ha prodotto e venduto orchidee per generazioni. Marcel si era interessato anche alle carnivore, ma solo come business secondario. Aveva adibito una delle serre alle carnivore temperate (come tetto solo una rete anti uccelli, perfetto), teneva le Nepenthes con le orchidee, e nel 1989 ha anche scritto un libro.

DICEMBRE

Esce l'annuncio su Gardenia 69 (gennaio 1990, ma esce sempre qualche giorno prima) (foto). Nell'annuncio, spiego che ho gli indirizzi di vivai stranieri che vendono carnivore. In effetti, alla fine dei miei libri c'erano questi indirizzi, e avevo scritto a tutti chiedendo il loro catalogo. Per poi scoprire che i vivai non europei potevano spedire solo semi, era illegale spedire piante. In riferimento all'annuncio mi scrissero in tanti, ma per lo più solo due righe per chiedere gli indirizzi dei vivai.

1990

GENNAIO

Mi scrive Giuseppe Misseri: mi manda una foglia di Nepenthes e una foglia di Drosera per sapere che specie sono (foto). Fa domande molto specifiche che spera possano trovare risposta nei miei magici libri. 
In riferimento all'annuncio, mi scrive Fiorello Verona (Udine) (lettera). Mi dice cosa coltiva e propone lo scambio di piante e consigli.

FEBBRAIO

(mese e anno dedotti e incerti) Il Flormart e il Miflor sono fiere di florovivaismo che si svolgono rispettivamente a Padova e a Milano. Se non sbaglio, uno degli amici carnivori italiani era in contatto con Graziano Marongiu, francese di origine italiana che lavorava per Marcel Lecoufle e si occupava dello stand Lecoufle alle fiere. Graziano (nella foto, con la barba, di fianco a Lecoufle) parlava italiano, e meno male, perché nessuno di noi parlava inglese. In almeno due occasioni, ordinai e mi feci consegnare le piante di Lecoufle in occasione delle fiere, per evitare rischi postali.
Il primo ordine da Lecoufle è importante perché costituisce il primo lotto di piante coltivate professionalmente in un vivaio specializzato. Non più dionee e S. purpurea nel vasetto, finalmente vedo dal vivo piante viste fin'ora solo sui libri. Non pezzettini di rizoma, ma esemplari di tutto rispetto. Le prime S. purpurea ssp. purpurea, S. psittacina e S. flava (all'arrivo aveva solo i boccioli fiorali in formazione). E la prima Nepenthes, N. 'Sens'. Forse nello stesso lotto c'erano anche D. binata e D. pulchella.
Grazie ai libri in inglese e al materiale degno, faccio un salto di qualità. Comincio a usare le zone 1 e 2 per le sarracenie, e la zona 4 per la Nepenthes. I materiali citati dai libri sono torba, sabbia, perlite, corteccia e sfagno. Come potete immaginare, trovo solo torba e sabbia. La torba non è necessariamente la migliore in commercio (a un certo punto sono incappato nella Vigorplant, e per anni le piante han fatto schifo). La sabbia drena ma appesantisce. Inoltre ho dubbi sul quando e sul perché dei rinvasi, Slack non è molto chiaro a riguardo.
La N. 'Sens' ha solo ascidi superiori (uno). Non ne farà mai più altri. Ricordo quell'unico ascidio, e oggi direi che era identico a quelli di N. x mixta. Dalla prima immagine deduco che: non la tengo in acqua stagnante, cresce in corteccia (fin dal suo arrivo?) e all'inizio uso un vaso di terracotta. La tenda blocca l'80% della luce, mannaggia a me. A giudicare dalle incrostazioni, fertilizzavo. Dubito che fossero incrostazioni calcaree. La seppur breve esperienza assume valore storico, giacché non si sa quasi più nulla di questa pianta. Qualche nota in più su questo e altri ibridi di Lecoufle l'ho messa qui.
Dovrebbe risalire allo stesso periodo anche il primo ordine da Furio Ersetti (Udine), conosciuto tramite Fiorello Verona. Il vivaio di Furio e della moglie Lilli, Piante Esotiche Marsure, era una sola grande serra persa nelle campagne di Povoletto. E' stato il primo, e per anni l'unico, vivaio italiano specializzato in piante carnivore. Furio e Fiorello mettono in comunicazione fra loro i pochi appassionati che inevitabilmente scoprono il vivaio. Tra le prime piante prese da lui,
di sicuro c'era una S. alata grande (venduta come S. flava). Forse c'erano S. leucophylla e una S. alata piccola. Non ricordo se la prima S. minor è arrivata da Lecoufle o da Furio.

MARZO

Mi scrive Giuseppe Misseri: chiede come vanno la Nepenthes e le altre carnivore. Manda la lista degli indirizzi delle persone a cui ha spedito i semi.

(mese e anno dedotti e incerti) E' probabile che tra marzo e luglio arrivino anche N. x coccinea e N. x hybrida. La prima non ricordo come e dove l'ho trovata, ma escluderei Lecoufle e Furio. La seconda era sola soletta, appesa a un chiosco di fiori a un angolo di strada, mai più vista né in commercio né nelle collezioni. La vera N. x hybrida è un ibrido vittoriano che non c'entra niente con la mia pianta. Forse il produttore ha improvvisato il nome, che era stampato su un classico cartellino tipo Cresco.

GIUGNO

Mi scrive Fiorello Verona: acclude i moduli d'iscrizione per le associazioni di Francia, Giappone, USA e Australia.

LUGLIO

(mese e anno dedotti e incerti) Dovrebbero risalire a questo periodo altre foto estive fatte in vacanza. Stesso bungalow. La prima è il tavolino con le piante, che veniva spostato per seguire il sole: foto. La S. psittacina già cominciava a far pena; avevo messo sfagno sul composto, sperando nel miracolo, figurati; la ssp. purpurea ha dato grandi soddisfazioni; la ssp. venosa è a malapena visibile di fianco alla ssp. purpurea, l'avevo spostata dalla macumba a un vaso normale. La seconda e la terza foto sono di Nepenthes, nella stessa serretta che tenevo in zona 4: foto, foto. Sopra, da sinistra a destra, N. x hybrida, una piccola N. alata (non N. x ventrata, questa era un'altra), e N. 'Sens', allo stremo delle forze e bloccata dalla fioritura. Sotto, da sinistra a destra, l'angolo del tavolo con le sarracenie, un ascidio di N. x hybrida, e N. x coccinea. In entrambe le foto, all'estrema destra, vediamo la S. alata piccola, messa lì chissà perché. La serretta, al contrario del tavolo, veniva spostata per evitare sole ed ebollizione. Ma proprio quei momenti, in cui il sole non era evitabile e aprivo le cerniere per mandare fuori il caldo, erano a mia insaputa quelli che a lungo andare stimolavano lo sviluppo dei pochi ascidi.
Compio 15 anni.

SETTEMBRE

(mese e anno dedotti e incerti) Con la famiglia decidiamo di fare un viaggio a Parigi e di approfittarne per vedere le serre di Lecoufle. Così posso scegliere le piante di persona e farmele consegnare alla prossima fiera. Ecco la gallery. Nepenthes: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7, foto 8, foto 9, foto 10, foto 11, foto 12. Darlingtonia, Heliamphora e Cephalotus: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6. Pinguicula e Drosera: foto 1, foto 2. Sarracenia: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7, foto 8, foto 9, foto 10. Lo so, è impossibile che quelle H. minor siano state coltivate, e purtroppo Lecoufle era conosciuto anche per gli spiacevoli sequestri doganali. Ma era la prima Heliamphora che vedevo dal vivo, e penso fra le prime in coltivazione nel mondo. Un prezzo assurdo, forse impossibile da coltivare, ma la comprai. Durò poco.

DICEMBRE

Mi risponde Brian Denton dell'associazione australiana riguardo ai libri da me ordinati, tra i quali menziona Insectivorous Plants di K. & M. Kondo (1983), testo in giapponese.

1991

FEBBRAIO

(mese e anno dedotti e incerti) Molto dedotti e molto incerti. Potrebbe essere in questo inverno che arrivano le piante da Lecoufle. Cerco di dedurre usando la growlist citata sotto il 1988: foto. Non so se aiuta o confonde, ma le piante erano più o meno quelle. Tenevo le specie tropicali (Nepenthes escluse) in un piccolo terrario con neon, che non era possibile fotografare. Ecco perché non compaiono nelle foto. Leggo anche i nomi D. rotundifolia, U. vulgaris e P. alpina. Erano di provenienza italiana, forse raccolte in loco durante il primo pellegrinaggio a Udine.
(
mese e anno dedotti e incerti) La prima volta che ho visitato Furio, mio padre ha fatto molte foto, per lo più sfocate. Ecco la gallery. Sarracenia: foto 1, foto 2, foto 3, foto 4, foto 5, foto 6, foto 7, foto 8, foto 9, foto 10. Darlingtonia: foto. Cephalotus: foto (coltivato con le foglie sbriciolate come consigliato nel primo Slack e poi smentito nel secondo). E per finire, lo storico gruppetto: foto.
(mese e anno dedotti e incerti) Devo abbinare a questo periodo un'altra vecchia immagine: foto. A sinistra, talee apicali di N. x hybrida e N. 'Sens'. Al centro, H. minor travasata in un composto più aperto. Dietro, penso di intravedere getti basali di N. x coccinea separati dalla pianta madre. Appesa, N. x hybrida. Ho coltivato quell'H. minor anche in zona 4, ma quella nella foto è la serretta a cerniera in zona 5. Potrei sbagliarmi, ma la zona 5 non potevamo illuminarla coi neon a causa della distanza dalle prese elettriche. Inoltre, quella serra era troppo grande per essere messa in altri punti della stanza, puntavo ancora tutto sull'umidità al 100%, e la mia esperienza coi neon si limitava a una lampada e un terrario. In zona 5, l'umidità era al massimo, ma come luce usavo un bulbo ai vapori di mercurio, retto dalla classica lampada a clip con braccio pieghevole. Il tetto della serra aveva un buco coperto da una lastra di vetro, per far passare la luce e mantenere l'umidità. Le Nepenthes cominciarono a crescere a trecento chilometri l'ora e riempirono tutto, i viticci però si allungavano ma non riuscivano a sviluppare ascidi. Il momento illuminante fu quando una foglia di N. x hybrida arrivò a toccare la lastra di vetro, e proprio lì, finalmente, sviluppò un ascidio. Non poteva essere un caso, era il momento di cambiare approccio.   

LUGLIO

Compio 16 anni.

NOVEMBRE

Fiorello Verona mi manda dei semi, tra i quali menziona il Polypompholyx. E' probabile che sia iniziata più o meno in questo periodo la fissa per le utricularie.

1992

FEBBRAIO

(mese e anno dedotti e incerti) Per esclusione, metto qui le piante che ricordo di aver preso da Lecoufle ma che non risultano dai record precedenti: Cephalotus, P. agnata, P. esseriana, N. alata (N. x ventrata) e U. sandersonii (con dentro anche D. pygmaea).

GIUGNO

Mi scrive Fiorello Verona: acclude U. alpina e U. livida. Dice che la Nepenthes di Furio Ersetti si chiama N. x mixta. Dice che Furio e Lilli mi salutano. Mi ringrazia per le fotocopie su P. fiorii. Dice che, se riesce, metterà nel pacco anche perlite e corteccia.

LUGLIO

Compio 17 anni.

SETTEMBRE

Mi scrive Fiorello Verona: acclude alcuni cataloghi (Allen Lowrie, Alan Hindle, Fernando Rivadavia, Nature et Paysages). Dice che tra poco mi rispedisce i bollettini che gli ho prestato, deve fare delle fotocopie per un certo Andrea Amici (Bologna). Mi parla di un ordine
da Doug & Vivi Rowland che farà con Vittorio Saporiti (Milano). E' andato al lago di Sibolla e ha visto U. minor e U. vulgaris.

NOVEMBRE

Fiorello Verona mi spedisce U. livida e U. praelonga. Entrambe molto facili, l'U. praelonga ha una predilezione per lo sfagno (non c'è paragone con la crescita in torba, dove si limita a vivacchiare) ma non fiorisce.

1993

MAGGIO

Mi scrive Fiorello Verona: acclude il catalogo di Marie's Orchids. Propone di comprare N. ampullaria e N. bicalcarata in società: le coltivo e poi faccio delle talee per lui.
Questo breve messaggio mi rammenta una situazione più ampia. E' ancora praticamente impossibile trovare in commercio Nepenthes che vadano al di là degli ibridi da garden center, e anche quelli sono rarissimi. I vivai europei, da cui ordiniamo sempre più spesso, hanno soprattutto specie temperate. Andreas Wistuba (Germania) scenderà dal cielo solo nel 1994-1996, e sarà una rivoluzione: niente talee o semi, riesce a produrre centinaia di piantine con la micropropagazione, decine di specie rare di Nepenthes ed Heliamphora, per i più fantascienza. Certo le piante sono molto piccole, di solito highland, relativamente costose, spesso si tratta di un solo clone, e di frequente è un clone fallimentare, ma è pur sempre una rivoluzione. Tornando a Fiorello, Marie's Orchids è in America, e a ordinare piante con ascidio fuori dall'Europa si va incontro a incubi postali e legislativi.

GIUGNO

(mese e anno dedotti e incerti) La zona 3 ha una collocazione temporale incerta ma un uso certo. E' alta 1.8 m, tutta di plastica, con infissi blu, moduli quadrati e leggermente opachi su tutti i lati tranne che sulla porta frontale, che ha moduli trasparenti. I moduli opachi che danno sulla finestra, e che si fregano metà della luce, vengono poi sostituiti con plastica trasparente. Tra infissi e moduli (niente cerniere), addio umidità al 100%, è solo leggermente più alta che nella stanza, ma si può alzare nebulizzando.
Sposto N. x hybrida e N. x coccinea dalla zona 5 alla zona 3, ed è un'esplosione di ascidi.
Lo spazio libero viene occupato da un'invasione di utricularie (l'U. reniformis appesa in cestino con sfagno vivo fa scalpore). Poi, pian piano, gli ibridi di Nepenthes lasciano spazio alle prime specie. Forse è allora che, per avere più ore di luce, applico dei neon su ogni livello.

LUGLIO

Compio 18 anni.

DICEMBRE

Mi scrive Andrea Amici (lettera): dice che ha conosciuto Fiorello Verona e Furio Ersetti tramite un annuncio che ha pubblicato su Gardenia 101 (settembre 1992), e loro hanno citato me. Coltiva da tredici anni ma ha avuto buoni risultati solo negli ultimi due. Parlando con Furio, è emersa l'idea di fare un'associazione. Ha avuto il mio indirizzo da Gianni Benetti. Ha una growlist con ben quaranta piante.

1994

FEBBRAIO

Furio Ersetti spedisce a tutti i coltivatori carnivori una lettera d'intenti sulla nascente AIPI, Associazione Italiana Piante Insettivore (foto, foto). Secondo me, se l'oggetto è chiaro, il soggetto è ambiguo: "bisogna", "si dovrebbe", "sarà necessario", "potremo". La gente è pigra e impegnata, nessuno si fa avanti per fare. Nel simbolo AIPI, la prima I è un ascidio di Sarracenia con una mosca che gli vola intorno. E' innegabile la somiglianza con il simbolo AIPC che farò in seguito, sarebbe una strana coincidenza se non avessi preso lo spunto da lì. Purtroppo ricordo la foto che ho copiato per il simbolo (secondo libro di Slack, pag. 83), ma non dove ho preso l'idea del cerchio con la mosca. Due cerchi concentrici erano necessari per farci stare la scritta, nella testa avrò fuso il cerchio interno con il simbolo AIPI.

MAGGIO

Eric Schlosser conferma il mio ordine: D. adelae, D. hamiltonii, S. rubra ssp. alabamensis, U. alpina, U. bisquamata, U. calycifida, U. delicatula, U. dichotoma, U. endresii, U. longifolia, U. reniformis "small form", U. tricolor e U. quelchii. Utricularia endresii e U. quelchii sono impossibili da coltivare, fanno una foglia all'anno. Utricularia dichotoma e U. tricolor, coltivate in zona 1 nella bella stagione, fanno faville quando sommerse in acqua (coperte da pochi centimetri). Le foglie raddoppiano come dimensioni e velocità di produzione. L'U. dichotoma fa un fiore dietro l'altro, ma l'U. tricolor non ne vuole sapere. L'U. longifolia è indistruttibile ma anche impossibile da far fiorire. La coltivo per qualche anno in zona 3, dove copre il contenitore di foglie, e poi in zona 2 con inverno al gelo, dal quale si riprende prontamente in primavera, ma niente fiori. 

LUGLIO

Compio 19 anni.

NOVEMBRE

Mi scrive Fiorello Verona: acclude la growlist di Michael Brooks con le sarracenie che saranno disponibili in primavera. Dice che Brooks vende anche a Potterton & Martin, dal quale dice che avevo già ordinato in passato.
Posso così associare a questo periodo altri dati: da Potterton & Martin avevo comprato una ssp. purpurea lentissima (fonte: bollettino AIPC aprile 1998) e una S. flava var. ornata. Quest'ultima aveva la colonna che regge l'opercolo molto corta, tanto da farmi sospettare un'introgressione, e faceva pochi ascidi ma molto grossi (foto). E' questa la var. ornata che anni dopo incrocerò con una var. rubricorpora proveniente da Furio Ersetti (foto), e molte delle 120 piante risultanti sono ancora in giro per l'Italia. Allo stesso tempo, conoscevo da poco Vittorio Saporiti e da lui avevo visto, e poi ricevuto, un pezzo della sua var. ornata. Aveva proprietà eccezionali: era più sottile di quella di Potterton & Martin, faceva un ascidio dietro l'altro e aveva la forma squisitamente tipica della specie. Questa non l'ho mai incrociata, ma si moltiplicava così velocemente che anche lei è tutt'ora in giro per l'Italia (foto). Queste due forme di var. ornata, più la var. rubricorpora di Furio, verso la fine del secolo sostituiranno le altre sarracenie. Era inutile tenere nel mio ambiente ostile delle piante che non erano forti abbastanza.

1995

LUGLIO

Da quest'anno vado al mare da solo, quindi le piante passano l'estate a Milano.
Compio 20 anni. 

NOVEMBRE

Furio Ersetti manda una lettera a tutti i carnivori per comunicare che a dicembre arriverà dal Brasile il celebre Fernando Rivadavia. Passerà il capodanno a Milano e poi Alessandro Delfrate (Milano) lo porterà a Povoletto, dove inizierà il suo tour carnivoro europeo, a partire dalla collezione del suo corrispondente di lunga data Fiorello Verona. Per l'occasione, il 3 gennaio avrà luogo, al vivaio Marsure, il primo meeting ufficiale degli appassionati italiani di piante carnivore. Sono invitati coltivatori, amici e parenti.

1996

Compaiono i primi cellulari.

GENNAIO

C'è il nostro primo meeting ufficiale (viaggio con Delfrate e Rivadavia). Sulla meeting card di Furio si leggono i nomi di (dall'alto, e non li distinguo tutti) Angelo Cacucci, Lauro Tonini, Andrea Amici, Marcello Catalano, Manlio Calvise, Furio Ersetti, Lilli Almacolle, Sergio Cecchi, Fiorello Verona, Valentino Verona, Gianni Gianchetto e Alessandro Delfrate (foto, foto). Se per molti di questi vi state chiedendo: "E chi è?", è perché erano invitati appunto anche amici e parenti.
A fine mese, Furio mi scrive accludendo semi di Sarracenia provenienti da Fabio d'Alessi (Treviso) e per darmi l'indirizzo di Paola Colombo (Milano), che vuole fare la tesi di laurea sulle piante carnivore. Mi pare che i semi fossero dell'agognata S. flava var. maxima (la Slack's maxima, resa mitologica dal suo primo libro ma in effetti non la vera var. maxima), però arrivarono spiaccicati grazie alle poste.
Pochi giorni dopo mi scrive Paola, ha avuto il mio indirizzo da Furio, il quale le ha anche detto che da me avrebbe potuto avere informazioni sull'associazione Amici delle Piante Carnivore (?).


LUGLIO

Compio 21 anni.

SETTEMBRE

Organizzo una piccola mostra in un vivaio vicino a casa. Uso le mie piante e quelle di Alessandro Delfrate e Vittorio Saporiti. Finiamo su Il Giornale (foto).
Con le dionee a praticello, in primavera, per non dover rimuovere decine di foglie secche una a una, simulavo un incendio con alcol e accendino. Le piante non facevano una grinza. Chi ha occhio buono riesce a distinguere una S. psittacina sullo sfondo. L'avevo appena comprata da Vittorio, l'unico essere umano che riusciva a farle sviluppare tanto da diventare semisfere di ascidi.

NOVEMBRE

Ho tre foto d'epoca significative, tutte dalla zona 3. Nella prima foto (piano in alto?), ci sono le piante di Wistuba: distinguo N. mirabilis, N. ampullaria e N. albomarginata. Almeno tre sono in sabbia e perlite. Nella seconda foto
(piano centrale?), c'è una U. reniformis ancora relativamente piccola, una H. nutans di provenienza incerta (Cresco o simili?), e le crescite basali della N. x hybrida potata a zero. Nella terza foto (piano terra), c'è una H. nutans ben più grande e spadellante a causa della mancanza di luce (all'epoca, già il fatto di averne una viva e vispa era tanto) e un'utricularia non identificata. Una di quelle due H. nutans, penso la più piccola, dev'essere quella che poi coltiverò in modo più opportuno (finestra aperta!), e moltiplicherò e distribuirò all'impazzata.

1997

Internet comincia a essere diffuso non solo nella comunità scientifica ma anche tra milioni di utenti privati. Uso l'indirizzo email di mio fratello per partecipare al Carnivorous Plant Mailing List Discussion Group, chiamato da tutti mailing list. La mailing list inizia nel 1990 ma solo nel 1994 supera i cento membri. E' il principale, se non unico, ritrovo online per i carnivori di tutto il mondo.   

GENNAIO

Don Schnell risponde a domande su S. purpurea ssp. purpurea (lettera). Questa è un'altra fissazione durata anni: in pratica, sapevo delle due sottospecie fin dalla tenera età, ma nelle foto e in coltivazione trovavo pochissime piante che corrispondevano esattamente alla descrizione della ssp. purpurea, molte mi sembravano vie di mezzo fra ssp. purpurea e ssp. venosa. La questione è lunga e non vi annoio oltre.

FEBBRAIO

Scrivo sulla mailing list (post): qualcuno ha mai provato a coltivare Nepenthes in pura perlite? Fino a che punto, per la vostra esperienza, l'acqua stagnante è dannosa per le Nepenthes? Qualcuno ha U. leptoplectra "white" da vendere?  
In un altro 
post, mi complimento con Fabio Bernieri (Pisa) e Stefano Mosca (Pisa) per aver finalmente creato il primo sito italiano sulle piante carnivore, e faccio notare che anch'io sono interessato a fare un'associazione (in risposta alla loro proposta di crearne una).
In un altro post, chiedo se dai semi di S. purpurea ssp. purpurea f. heterophylla possono nascere (anche) piantine di normale S. purpurea spp. purpurea. Infatti, la f. heterophylla c'è (c'era) solo per la ssp. purpurea, quindi coi semi si va sul sicuro.  

MARZO

Scrivo sulla mailing list (post): "Qui noi si crea un'associazione! Intanto sto preparando un bollettino".

APRILE

Scrivo sulla mailing list (post): per le sarracenie è meglio un composto di torba, sabbia e perlite o sfagno? Quali sono le vostre esperienze con la carne cruda negli ascidi di Nepenthes? Quali sono le vostre esperienze con le Nepenthes in acqua stagnante? Poi descrivo esperienze e problemi con Darlingtonia (in sabbia e perlite) e Cephalotus. Il Cephalotus era una talea radicata di quello di Furio Ersetti.

MAGGIO

Scrivo sulla mailing list (post): sto avendo problemi con S. alata e S. leucophylla, le ho comprate un anno fa e producono foglie deformi.

LUGLIO

Compio 22 anni.

OTTOBRE

C'è il primo meeting AIPC. Chiedo a Furio Ersetti di pensare all'organizzazione, visto che il vivaio è suo. Mi risponde che sono io che voglio fare il meeting, e quindi sono io che lo devo organizzare (invito). Cosa che si ripeterà nel 1998, nel 1999 e nel 2000. Quel che sarebbe successo al meeting non si sapeva esattamente, come si può vedere dalla meeting card (foto, foto). Neanch'io sapevo bene come fare. Durante il pranzo, il mio compagno di scuola Salvatore, senza avvisarmi, sbatte il cucchiaino sul bicchiere e dice: "Marcello deve dirvi qualcosa". Devo alzarmi e improvvisare. Comunque, spiego che le persone ci sono, nome e simbolo li ho fatti, e se gli interessati compilano il modulo e mi danno i soldi, io penserò al resto, e cioè al bollettino. Applausi, la gente ricomincia a mangiare. 

1998

GENNAIO

Per l'anno in corso, copro tutte le cariche AIPC: segretario, tesoriere, resp. editoriale e resp. meeting. Raccolgo gli articoli, raccolgo soldi e iscrizioni, faccio stampare il bollettino trimestrale, lo spedisco ai soci e organizzo il meeting di ottobre.
Sul bollettino, scambio N. carunculata (una piantina minuscola che non cresceva mai; oggi è considerata un sinonimo di N. bongso), N. ampullaria e N. insignis con altre lowland. Questo clone di N. insignis è stato taleato parecchie volte, è ancora in giro per l'Italia ed è meglio chiarirne l'identità: la compro da Wistuba come N. insignis
AWinsbi (clone di Biak), poiché la sua N. insignis AWinstay (clone di Tayeve) è terminata. Quando la pianta cresce e la differenza tra le due forme è ormai chiara a tutti (vedi link), diventa anche chiaro che la pianta che ho comprato da Wistuba (quella al centro) è una N. insignis AWinstay. Anni dopo, la forma di Biak viene descritta come nuova specie, N. biak. 

MAGGIO

Io, Ottavio Iovane (Napoli) e Fabio Bernieri parliamo di carnivore a Verde Mattina su Rai 1 (forse era marzo?).
Scrivo sulla mailing list (post): con le Nepenthes, voglio provare un composto di argilla espansa e spugna, che ne dite?
L'esperimento lo farò, e resta celebre la telefonata appanicata di Andrea Amici qualche tempo dopo: "Cello, ho fatto il test sull'argilla espansa, è calcarea, stoppa subito tutto!".
E in un altro post: sto avendo problemi con N. albomarginata e N. ampullaria, coltivate in un mix di torba, sabbia, corteccia e perlite.

GIUGNO

Vado alla conferenza della ICPS a Bonn, in Germania (foto di gruppo). Io, Ottavio Iovane ed Edoardo Pinto (Napoli) siamo gli unici italiani. Chiedo l'autografo a Charles Clarke e Robert Cantley. Per come la vedo io, sono circondato dagli eroi della rivoluzione.

LUGLIO

Lauro Tonini (Udine) propone la creazione di una banca delle gemme e ne diventa responsabile ufficiale.
Compio 23 anni.

OTTOBRE

Sul bollettino, vendo N. x coccinea, S. minor, S. flava "green" e S. alata.
C'è il meeting AIPC (foto di gruppo e card). 

NOVEMBRE

Scrivo sulla mailing list (post): coltivo H. nutans e H. heterodoxa (in realtà un ibrido) senza problemi, ma H. minor sembra più esigente, chiedo consigli.

DICEMBRE

Scrivo sulla mailing list (post): sto avendo problemi con N. maxima e N. macrovulgaris, la prima in palline di torba e sfagno sminuzzato, la seconda in un mix di torba, sabbia, corteccia e perlite.  

1999

GENNAIO

Fabio Bernieri diventa segretario,
Andrea Guazzoni (Milano) diventa tesoriere, Sergio Cecchi (Firenze) diventa presidente onorario, Edoardo Pinto diventa vicepresidente.

FEBBRAIO

Si tiene a Sesto Fiorentino, al liceo di Sergio Cecchi, il primo incontro per discutere del Progetto Conservazione, per lo studio e la tutela delle piante carnivore italiane.
Sergio Cecchi diventa resp. banca semi, Roberto Devoti (Roma) diventa resp. Progetto Conservazione.
Don Schnell risponde a domande sulle varietà di S. flava che ha pubblicato (lettera).

MAGGIO

Tour primaverile AIPC: il 14 a Orticola (Milano; stand Marsure), il 22 alla Festa delle Rose (Castel Giuliano, RM; a mo' di banchetto delle tre carte), il 29 a Sesto Fiorentino (Firenze;
liceo di Sergio Cecchi), il 30 al Giardino Botanico Rea (Trana, TO; a mo' di banchetto delle tre carte).

GIUGNO

Scrivo sulla mailing list (post): chiedo consigli su N. northiana, che coltivo in sabbia e palline di torba in parti uguali.
In un altro post, cito gli ottimi risultati con N. gracilis 'Nighttime Regal' (cultivar che si scoprirà essere N. gracilis x northiana, ecco perché è così grosso e vigoroso) e i problemi che sto avendo con la DHL per un ordine a Malesiana Tropicals.

LUGLIO

Compio 24 anni.
Ho un video, diviso in tre parti, dove mostro le piante. Non c'è data, ma nella prima parte c'è N. northiana e nella seconda compaiono per la prima volta N. merrilliana e altre piante di Malesiana Tropicals, quindi deduco che le tre parti siano state girate tra giugno, settembre (per N. northiana e N. merrilliana) e alcuni mesi dopo. All'inizio del video ci sono le mie solite varietà di S. flava, una var. rugelii che però cresceva poco, e una S. alata "red throat". Le sarracenie sono tutte nei vasi da idrocultura suggeriti da Andrea Amici. Poi c'è un Cephalotus proveniente dall'Orto Botanico di Parma. E' il terzo, dopo quelli di Lecoufle e di Furio, e direi decisamente il più facile. Sarà quello che andrà avanti per anni, anche tramite talee. Poi c'è H. minor, lenta e difficile. Infine c'è la dionea a praticello. Tutto ciò in zona 1 e 2. Le utricularie non ci sono più, penso date via perché crescevano troppo e fiorivano troppo poco. Nel frattempo, nella stanza con le zone 7 e 8 ma dal lato opposto, compare per la prima volta la zona 9, usata per serra a cerniera riempita di neon: foto (non siete strabici, è un collage di due foto per rendere l'idea di piani e struttura). Le piante venivano da Wistuba, a eccezione di N. rafflesiana (Marston Exotics), N. 'Nighttime Regal', N. smilesii e N. truncata (Phil Mann), e N. khasiana (Furio Ersetti). Per farle marciare, gli do il pollo. Evito i commenti su ogni pianta, se no stiam qui fino a domani. Alcuni primi piani dalla seconda parte del video: N. rafflesiana, N. 'Nighttime Regal', N. smilesii (venduta come N. thorelii), N. truncata, N. khasiana, N. pilosa (in realtà N. chaniana), N. northiana, N. albomarginata, N. merrilliana (prima e dopo). Le ultime due erano di Malesiana Tropicals. C'erano altre specie ma non riesco a identificarle. Nella terza parte del video, sono evidenti i primi problemi di spazio: foto, foto, foto. Non temete, quasi tutte sono ancora vive, in Germania.  

SETTEMBRE

Scrivo sulla mailing list (post): ora ho una N. merrilliana. Consigli? E' in torba, sabbia e corteccia.

OTTOBRE

C'è il meeting AIPC (foto di gruppo e card).

NOVEMBRE

Parlo di carnivore a Buona Domenica su Canale 5.

2000

GENNAIO

Rossella Oldrati (Milano) diventa segretario, Fabio d'Alessi diventa resp. internet, Filippo Tassara (Genova) diventa resp. Progetto Conservazione.

FEBBRAIO

Parlo di carnivore a Geo & Geo su Rai 3.

MARZO

Scrivo sulla mailing list (post): lascerò l'Italia a gennaio e vorrei trovare un lavoro con le piante carnivore in Europa. Partirò comunque, ma do la precedenza a un paese dove posso lavorare con le carnivore. Attendo proposte.

MAGGIO

Propongo all'Orto Botanico di Pavia di creare una piccola collezione di carnivore. Ordino le piante da Furio Ersetti e me ne occupo per due mesi in cambio di un rimborso spese. Faccio amicizia con Luca Gianoli, che lavora come giardiniere per l'orto e in proprio (mi capiterà di lavorare per lui al di fuori dell'orto). Prima del mio arrivo, avevano solo una N. x coccinea, senza trappole, nella serra tropicale. La sposto nella serra delle cactacee con le altre carnivore, e due settimane dopo sposto tutto fuori al sole, vengono su una meraviglia. Alla fine del mandato, lascio le istruzioni semplici ma necessarie. Luca però mi dice che appena me ne vado quelle muoiono tutte, nessuno ci starà dietro. Immagino così sia stato, pazienza.
Scrivo sulla mailing list (post): sarebbe possibile ottenere colori migliori sulle S. flava rosse senza usare il tè di torba ma qualche altro prodotto simile, magari in gocce e più facile da usare?
In un altro post, chiedo se qualcuno ha una copia dell'articolo di Sophia Prior sull'albero mangiauomini del Madagascar.

GIUGNO

Scrivo sulla mailing list (post): racconto le esperienze coi diversi composti usati per N. merrilliana, che risulta comunque difficile.

LUGLIO

Compio 25 anni.

OTTOBRE

Propongo all'Orto Botanico di Milano (Città Studi) di creare una piccola collezione di carnivore. Ordino le piante da Furio Ersetti e me ne occupo per due mesi. Stavolta c'è un problema: il direttore è molto avanti ed è felice di portare innovazione. Però già la sua segretaria lamenta una mancanza di budget, e quando mi presento alle serre con le piante, i due giardinieri mi fanno capire che non sono il benvenuto. Per quanto ho capito, si erano sbattuti negli anni passati per creare questa nuova sede dell'orto, e ora mi vedevano come il nuovo arrivato che avrebbe dovuto fare il lavoro semplice e sostituirli. Spiego al direttore, che a sua volta mi spiega che purtroppo anche lui è arrivato da poco, è un vaso di terracotta tra vasi di ferro che sono lì da secoli. Mi faccio vivo alle serre per pochi minuti a settimana, solo per garantire la salvezza delle piante fino a fine mandato.
A metà ottobre c'è il meeting AIPC (card).

NOVEMBRE

Non so esattamente quando, seleziono Londra come meta di lavoro all'estero. Dalla mailing list si è fatto vivo solo Meadoview, in America, troppo lontano. Trovare casa e lavoro all'estero non è facile, quindi mi tocca togliere dalla lista i paesi europei dove non si parla inglese, e a quel punto ne resta uno. Non so se prima o dopo questa selezione, mi sono anche buttato e ho scritto ai Kew Gardens per sapere se assumono. Contro ogni aspettativa, mi rispondono che non assumono ma posso partecipare a uno stage. Les jeux sont faits.  

La vita prosegue con Londra (2001), Sydney (2001), Krabi (2002) e Lindulla (2004).
E forse in futuro con i miei secondi quindici anni.